sabato 18 febbraio 2012

VII Domenica del Tempo Ordinario



FACCIO una cosa nuova!» è il grido profetico di Isaia. È Cristo la novità che fa nuove tutte le cose: la sua parola è capace di perdonare e salvare, guarire e ridare vita, come racconta l'episodio del paralitico guarito. Gesù è presentato in movimento, per raccontare lo zelo di chi sente l'urgenza di un annuncio.
La Scrittura presenta Dio come colui che non è statico, ma in movimento: a Cristo, che è il veniente, viene presentato un uomo immobile, un paralitico che non ha nemmeno la capacità di andare al Signore da solo. Egli diventa il simbolo dell'umanità sfinita dal peccato, incapace di reagirvi senza l'aiuto dei fratelli e l'intervento del Salvatore.
Questo è lo stile della Chiesa: una comunità di fratelli che si presta vicendevolmente soccorso per ricevere la redenzione di Cristo. Il miracolo diventa il segno visibile del perdono elargito: quell'evento vagheggiato nella Prima Promessa: «Io cancello i tuoi misfatti» (I Lettura), è realizzato pienamente dal Signore, così anche noi oggi possiamo cantare: «Rinnovaci, Signore, con il tuo perdono!» (Rit. del Salmo).
Elide Siviero
da "La Domenica" n.16

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